lunedì 30 giugno 2014

Edilizia pilastro di ogni possibile ripresa.

 
(Il Ghirlandaio) Roma, 30 giu. - L’economia immobiliare è la base della ripresa generale: la fiscalità che soffoca la prima impedisce la crescita dell'altra. A dichiararlo Assoedilizia in una nota. "La stabilità anche nei rapporti con la Ue può assicurarsi solamente con la crescita economica, a sua volta generata dalla diminuzione della pressione fiscale ( che viceversa produce sull'economia un effetto depressivo", spiega l'associazione sottolineando come "non ci sarà ripresa dell'economia se non si risolve la crisi del settore immobiliare nel suo complesso. E', infatti, ormai convinzione diffusa che la soluzione della crisi economica generale passi attraverso la ripresa dell'immobiliare, vero motore diretto ed immediato per il traino dell'economia: lo affermano tutti, dall'Abi alla Confindustria".
 
"Attualmente la crisi del settore immobiliare, con particolare riguardo alla Provincia ed alla città di Milano, ha raggiunto un livello molto preoccupante, per il blocco di fatto del mercato delle compravendite ( ad eccezione degli immobili "griffati" ); per il calo sensibile della domanda in locazione nei settori, sia abitativo sia ad uso diverso; e conseguentemente per la caduta verticale dei valori di mercato degli immobili; Assoedilizia in questo periodo si sta occupando particolarmente di temi che riguardano il rilancio del settore immobiliare: che significano attività costruttiva; significano investimenti del risparmio negli immobili, mercato dei beni immobili, e loro valorizzazione e commercializzazione e tra tutti i temi all'esame, fondamentale è quello della fiscalità immobiliare", si legge ancora.
 
Ritenuto che, "se vogliamo l'auspicata ripresa dell'economia immobiliare occorre puntare non solo sulle infrastrutture ( grandi appalti edilizi ), ma anche su un alleggerimento del carico fiscale che non deve riguardare solo il settore dell'attività di produzione edilizia o costruttiva in generale, oppure gli investimenti dei gestori intermediari del risparmio; ma deve estendersi all'intero universo degli investitori del risparmio diffuso, con particolare attenzione alla locazione che va defiscalizzata non solo nella forma del contratto, a canone concordato, per gli usi abitativi, ma soprattutto nella forma della locazione abitativa libera e per usi diversi.Tutto ciò al fine di suscitare nel nostro Paese una risposta di sistema per la ripresa edilizia e non una risposta di nicchia. Mentre invece, tra misure fiscali già adottate ed altre in itinere ( una fra le altre la riforma del Catasto), la prospettive è quella comunque di una grande incertezza nella fiscalità immobiliare ( causa peraltro di sfiducia nel mercato da parte degli investitori ) ed in ogni caso di un appesantimento del carico fiscale", continua.
 
Assoedilizia, infine, "si impegna a condurre, nei confronti delle forze di governo e politiche, una azione volta ad ottenere quella sensibilizzazione alle problematiche fiscali del settore che non traspare neppure nel DEF (Documento di economia e finanza, valido per un triennio ) da poco approvato dal Parlamento". 
 

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